Un difficile caso nel 1435.....Il documento che segue [S.A.S. Spoleto: Archivio Notarile, Serie I, n.1315 ex 673] risale al 1435. A causa dell'argomento trattato anziché tradurlo in italiano si è preferito presentarlo nel latino medievale - facilmente comprensibile - con cui a suo tempo fu compilato. Purtroppo allo stato attuale delle ricerche non si può sapere se l'autore, il notaio Angelus Iacobi Luci che dal 1548 si trasferisce nella Vaita Salamonesca - è sempre l'Archivio che c'informa di questo - cercando di trovare una risposta ai due quesiti proposti:
An possit matrimonium cum sodomita recte celebrari e An maritus possit quotienscumque velit uxorem suam utiabbia voluto esibirsi in uno studio teorico o se invece si tratta del consiglio per comportamento lecito nel matrimonio. Così l'atto non è che un susseguirsi di riferimenti al diritto canonico medievale e citazioni di giuristi, tra gli altri un Bartolo (forse Bartolo da Sassoferrato ?) e un Baldo (degli Ubaldi ?).
È proprio la citazione di uno di questi giuristi - Antonius - purtroppo al momento sconosciuto, che il nostro notaio riporta a conclusione del lavoro, presentandola con la nota marginale contra decisiones et dubii, a rendere "interessante" il documento, aggiungendovi quella nota di colore che, con quel disegno che l'accompagna, val meglio e più di qualsiasi spiegazione ....